venerdì 30 aprile 2010

Assignment 8: diritti d'autore

Ho recentemente visto un servizio in tv in cui si diceva che i produttori di hardware hanno deciso di aumentare il prezzo di questi mezzi di archiviazione per risarcire le case discografiche delle perdite dovute ad internet, dato che grazie alla grandezza di questi supporti è possibile salvare e condividere molti file scaricati illegalmente. Se la ragione fosse veramente questa non credo sia molto giusto nei confronti di coloro i quali usano gli hardisk in modo legale: se non si riesce a colpire chi delinque allora si fa pagare a tutti. Bello!
In effetti quello dei diritti d'autore su internet è un problema alquanto arduo e di difficile risoluzione. Tutto quello che è possibile vedere in rete sembra fruibile e riutilizzabile da chiunque senza alcun controllo: in realtà non è così. Il copyright esiste ed è giusto anche che sia così.. chi vive di un lavoro che necessita di una protezione è legittimo che sia tutelato, ma il problema è che il costo di questa sicurezza è per il consumatore molto alto. Se prendiamo, per esempio, un cd musicale o un dvd la percentuale di guadagno (che poi è legata soprattutto ai diritti d'autore) sui costi reali è elevata: un cd vergine costa pochissimo e le spese di incisione sono ammortizzate nella quantità prodotta. La stessa cosa si può dire per i libri o qualsiasi altro oggetto. Va di conseguenza che chi non ha i mezzi economici per pagare tali cifre si organizzi con altri sistemi: prima si passava le cose tra amici e ognuno si faceva la propria collezione, oggi con internet (e i numerosi programmi che aiutano in questo scambio) la lista di persone da cui poter trarre vantaggio è notevolmente aumentata e non sempre si tratta di amici.
Mi riferisco in particolar modo alle grandi case di produzione (i cui prodotti di solito sono anche quelli più "piratati") che riescono a produrre spesso a costi bassissimi ma vendono a prezzi spesso proibitivi. Chi ci rimette in questa logica di mercato (se così si può chiamare) sono i più piccoli che si vedono rubare i pochi ricavi possibili: le persone che sono abituate a prendere senza pagare difficilmente faranno una distinzione fra le due categorie (anche se non è una buona scusa per infrangere la legge).
Tornando a parlare dell'uso di file trovati semplicemente in internet c'è anche da mettere in evidenza che usando immagini, musiche di altri e riemmetendole è vero che ci si appropria di materiale altrui, ma allo stesso tempo, si fa pubblicità a quel prodotto, e per di più, gratuitamente! Di questa possibilità enorme di trarre vantaggio che la rete offre lo hanno capito anche le case discografiche che negli ultimi tempi hanno cominciato a caricare sui principali social network (youtube in testa) i video dei propri artisti a scopo pubblicitario e a costo zero!
Per cercare di agevolare le vendite negli ultimi anni sono nati siti in cui è possibile comprare materiale di vario genere onestamente e grazie a questo sistema il costo è diminuito, ma è sempre troppo alto se lo si rapporta con quello di produzione: se proprio si deve fare gli avvocati del diavolo, si deve notare che scaricando direttamente da internet non si necessita di alcun supporto di memoria e non ci sono intermediari nelle vendite e che quindi le spese per le aziende sono notevolmente più basse.
Che i tempi siano cambiati e che si debba trovare soluzioni alternative è cosa ovvia. Lo stanno capendo anche i quotidiani che, con la crisi che avanza e il proliferarsi di blog e siti, stanno vedendo un crollo a picco delle vendite (anche se oltre a questo ci sono altri problemi che andrebbero analizzati, ma non è questo il momento): basta che qualcuno abbia una notizia che in pochi secondi sia disponibile in rete.
Per concludere credo che le grandi aziende dovrebbero trovare prodotti che diano al consumatore un incentivo a comprarli, (soprattutto da un punto di vista economico) anche perchè, e parlo per esperienza personale, se una cosa interessa veramente non ci si accontenta della versione copiata, ma si vada a prendere gli originali.

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