mercoledì 26 maggio 2010

Una società più democratica...

Alla base di una democrazia che si possa chiamare tale c'è una frase importante che recita più o meno così "I miei diritti finiscono quando iniziano quelli degli altri". E' una affermazione che spesso si dimentica sulla scia di pensare solo a noi stessi, di ascoltare solo le nostre esigenze e quindi di fare ciò che è meglio..solo per noi!
In un mondo come quello di oggi il problema più grande riguarda il fatto che non si ascoltano gli altri. Mi capita a volte di aver parlato con gli altri e di sentirmi chiedere le cose che avevo già detto poco dopo; i fatti sono due, o le persone con cui ho parlato hanno seri problemi di memoria a breve termine, o non hanno veramente prestato attenzione alle mie parole. E' un esempio divertente (ma anche molto fastidioso per chi lo subisce) di quanto ho detto, che però rende bene l'idea di quello che accade stando con chi ci circonda.
La premessa è che per fortuna non sempre accade così, ma saper ascoltare è una virtù rara da trovare nelle persone. E' fin troppo facile sentire da lontano e intanto fare o pensare ad altro, fingendo probabilmente di essere interessati, mentre mettersi ad ascoltare è un lavoro che pone in gioco troppi fattori. C'è, ahimè, un egoismo di fondo insito in questa società che molti probabilmente giustifcherebbero nei tempi moderni. Non credo sia una buona scusa.
Il tempo, o meglio, la sua mancanza, sarebbe uno di questi: la società di oggi impone ritmi che richiedono un continuo correre, abbiamo sempre mille cose da fare, e per questo siamo troppo impegnati a fare altro per poterci dedicare a sentire le parole di chi ci sta accanto; come dice un vecchio detto "il tempo è denaro" e se si usa per ascoltare non si guadagna.
Ma oltre a ciò credo che ci sia anche una ragione più profonda e più vicina a comprendere il fenomeno: se si ascoltano le esigenze di altri rischiamo di dover trovare un compromesso che non abbiamo alcuna intenzione di vedere. Siamo così presi dalle nostre pretese e dal nostro spazio che non vogliamo minimamente pensare alle necessità altrui. Mi vengono in mente le tante maleducazioni che negli ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti: macchine parcheggiate in ogni dove (marciapiedi compresi), biciclette che vanno ovunque, stereo o televisioni a tutto volume non curanti dei vicini, e la lista sarebbe interminabile. E cito queste per restare alla quotidianità, ma ce ne sarebbe da dire molte altre, anche ad altri livelli.
Dall'altra parte, ossia chi subisce questi soprusi, non è che vada meglio. C'è una frase molto di moda che sento spesso ripetere oggi: "Tanto fanno come vogliono". E' un modo di rispondere che ho sempre odiato perchè indica che non ci si vuole più bene. Non che una persona debba fare chissà quali cose, ma almeno pretendere da altri un po' di rispetto direi che è il minimo per vivere democraticamente.
Per concludere penso che un passo indietro, un fermarsi un attimo a vedere gli altri, a pensare che non si è soli in questo mondo, che potremmo avere anche noi bisogno di una gentilezza, aiuterebbe questa società a migliorare.

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